A marzo, strani prodigi apparvero in cielo e in terra. Per chi aveva dimestichezza coi papiri dell’apostolo Giovanni non era difficile individuare l’inizio della fine.
Uno dei ventiquattro anziani fu facilmente indicato nel capogruppo grillino al Senato, che dimostrava sessant’anni portati male pur avendone venti di meno.
In un negozio del centro, sette suonerie polifoniche squillarono contemporaneamente da uno stesso Nokia, e facevano tutte così.
Tracce di carne di cavallo furono trovate nelle confezioni di «ravioli alla carne di cavallo». Ed erano pure calcolate bene le calorie sull’etichetta.
Il Figlio dell’uomo fece più fatica a uscire rispetto al figlio della donna (per ragioni la cui evidenza suggerisce qui di farne omissione).
Con tempismo, La Repubblica uscì in edicola colla ristampa dell’album dei Pinfloi, quello coi triangoli. Sentire in cuffia «Non c’è nessun lato oscuro della luna, davvero. In realtà è tutta scura» mi fece sentire in armonia col mondo.
Un corteo non autorizzato di parlamentari fermò i tacchi sulle scale del Tribunale di Milano. Erano lì per fare l’Harlem Shake, ma Brunetta si era dimenticato di portare lo stereo. Per salvare il flash mob, si pensò di cantare tutti l’Inno di Mameli, fermi immobili, con la sola Santa Anché ad accennare qualche movimento di pelvi; poi giunti al «Siam pronti alla morte» partire col casino e tutti a fare la Casa delle Libertà, more solito, con coriandoli e lingue di Menelik. Qualcuno ingenuamente pensò fossero lì convenuti per una irrituale manifestazione di solidarietà: il vecchio satiro loro mentore, a cui erano finite le pile della protesi peniena, si era inutilmente sbriciolato un testicolo a furia di pompatine e ora giaceva presso Zangrillo, a fine corsa, ghermito dai fantasmi di tutta una vita, braccato per vecchie malefatte. Ma non era così. Per questo, i celerini attendati poco lontano, guardarono mogi i loro sfollagente e tornarono a messaggiare la fidanza.
Nella Cappella Sistina, il consiglio di amministrazione della Vaticano S.p.a. nominava il nuovo A.D.: come primo atto, avrebbe cambiato guardaroba, da nero e porpora a bianco latte Poi il resort di Castelgandolfo, qualche viaggetto a Tropici, le domeniche a spararsi le pose colla papamobile. Qualche chierichetto. Per tutto il resto c’era la mastercard emessa dallo Ior.
La fumata nera per i primi sedici scrutini la espirò tutta il cardinale arcivescovo di Kingston.

